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Visualizzazione dei post con l'etichetta TEORIA DELLA COMPLESSITA'

LA CONOSCENZA DISPONIBILE: discorsi ad un pubblico assente

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  3 – Conoscenza: etica di una coscienza collettiva Per re-tribalizzare l’umano alla intelligenza wetware una nuova lebenswelt , in un mondo della vita sempre nuovo, infine, è indispensabile la conoscenza che è l’etica della coscienza collettiva. Che cosa contengono le città? Se volessimo scrivere una Storia Universale, dove guarderemmo oggi, che metteremmo nelle città, dove poseremmo il nostro sguardo per capire come sono andate le cose? La Teoria della Complessità, a partire da Ilya Prigogine [1] , si è concentrata prevalentemente sulla dispersione entropica, sulla energia in eccedenza e quella in dissipazione nella relazione tra sistemi e nella integrazione dei sistemi nell’ambiente; cioè sulle strutture dissipative, sulle regole del caos. Eppure, quando noi volgiamo lo sguardo ad osservare il mondo, vediamo quasi esclusivamente le cose rimaste, quelle che si sono conservate, quelle che non si sono perdute; cioè sulle strutture conservative, semplici, regolate e regolamentate, ...

COMPLESSITA': IL SENSO POLITICAMENTE FUNZIONALE

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LE SAGOME di Salvator Dalì Ridotta per essere conosciuta. Conosciuta per essere ridotta. L’altro aspetto del paradosso è che la compessità non può essere compresa e interpretata, quindi analizzata e rappresentata, senza una sua inevitabile riduzione. Il progresso delle scienze sociali passa per la convinzione che “ la complessità del mondo – come scriveva Luhmann – possa essere compresa solo se si riesce anche a ridurla. Solo questa legge le da la possibilità di individuare le condizioni e le prospettive di un illuminismo effettivo. ” [1] Uno dei modi e dei metodi di riduzione della complessità è il senso. In quanto esperienza empirica e soggettiva, il senso precede la formazione del linguaggio; definendo il panorama della percezione sensitiva dei soggetti, definisce e riduce la complessità del mondo con un’attività pre-razionale. Anche inteso come significato, il senso è un criterio di riduzione della complessità. Senso e significato è l’ethos dei sistemi e dei network, la diff...

COMPLESSITA': LA CORNICE PARADIGMATICA

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L’habitat epistemologico delle scienze sociali Appunti che erano già nel 1987 marzoduemiladiciannove   “ gli uomini sono agiti da idee di generalità, e tali idee generali sono presenti come fossero persone viventi ” Alexis de Tocqueville “La cornice separa l'immagine da tutto ciò che non è immagine. Definisce quanto da essa inquadrato come mondo significante, rispetto al fuori-cornice, che è il mondo del semplice vissuto. Dobbiamo tuttavia porci la domanda: a quale dei due mondi appartiene la cornice? “ Victor Stoichita[1] Uno dei paradossi più emblematici della complessità è che, per coglierla, bisogna spezzare la cornice paradigmatica con cui, invece, la riduciamo e la interpretiamo. In altri termini, la complessità che percepiamo non è per definizione complessa: è, per definizione, una riduzione della complessità. La complessità, cioè, può essere concepita, ma non può mai essere integralmente percepita. Questo accade perché ciò che noi ve...

COMPLESSITA': I CODICI DOMINANTI DELLA POLITICA AI TEMPI DEI NETWORK; INFORMAZIONE E/O COMUNICAZIONE

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  Vorrei sfatare il mito, che è stato talmente ripetuto da diventare un rito, che alcuni partiti, oggi, fondino il loro consenso sulla paura, o addirittura sul terrore. In genere questi partiti rappresentano fenomeni politici glocali, cioè globali e locali allo stesso tempo, che utilizzano principalmente, prima per emergere dall’anonimato e poi per mantenere l’elettorato, i mass media. Qualche anno fa, in un’epoca estranea a ogni equivoco di schieramento, Marcuse [1] spiegava che i mass media racchiudono i mezzi capaci di mantenere una forma di totalitarismo che non si fonda sul terrore ma opera attraverso creazioni e manipolazioni di falsi bisogni: di divertimento e di distensione, d’informazione e di consumo individuale, di sicurezza. Sembra una differenza piuttosto accademica e irrilevante, ma non lo è per niente. Ad esempio, in Italia la stabilità elettorale della lega è spiegata proprio da questa differenza tra lo sfruttamento della paura e l’induzione dei bisogni. Anche ...

COMPLESSITA': LA RELAZIONE RESPONSIVA

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un deficit politico delle mutazioni sociali intervento alla presentazione del Libro “La Relazione di cura medico-paziente” Mestre  ventunofebbraioduemiladiciannove Premessa Una volta, molti anni fa, precisamente 13 anni fa, nel 2006, scrissi un libro per le edizioni Rubettino [1] in cui si analizzava, tra le altre cose, il passaggio dal principio di rappresentanza alla relazione responsiva nella transizione politica della società contemporanea. Intendevo per relazione responsiva quella particolare situazione elettorale in cui un input immesso nel mercato dell’utenza politica riceve con prontezza, anche se non con immediatezza, un output in termini di consenso o di dissenso politico, non si sa da chi, non si sa da dove. Nelle democrazie liberali c’era il rapporto di rappresentanza in cui un politico veniva eletto in quanto rappresentante di una categorie, di un gruppo sociale, di un territorio di riferimento, di una classe. Il rappresentante politico, nelle democrazie libe...