PRO BRUNO - L’innegabile realtà dell’amicizia
(in ricordo di Francesco Bruno) di Alessandro Ceci Ora si, ora definitivamente, ora davvero “ ci siamo spartiti come due ladroni il capitale delle notte e dei giorni ”. Tu nella notte assoluta e universale. Io nel giorno, ancora, provvisorio e occasionale. Prima eravamo insieme, nel giorno e nella notte, tra pause lasciate al pensiero, nulla mai abbandonato al silenzio. Anche quando non si parlava, il cervello, l’intelligenza si sentiva eccome, viaggiare eterea in uno sguardo, libera in una distrazione, apparentemente diffusa in una osservazione. Mai disattenta. Sempre presente negli interstizi di vita in cui talvolta ci rifugiavamo. Prima era così. Ora non lo è più. Tu sei nella notte, “simbolo enorme della nostra nullità primordiale”. Tu sei la morte, come dice Borges con estrema durezza, giacché “il morto non è il morte, ma la morte”. Tu hai perso ogni individualità, ma non hai perso la presenza. Mi sei ormai “ubiquamente estraneo”. Estraneo, perché io sono di qua e tu di là, ...