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GEOPOLITICA DELLA PACE: Progetto di Grande Israele

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  Step. 1 Chiariamo prima di tutto i fatti: l'arma nucleare è un'arma di dissuasione (non mi bombardi altrimenti moriamo entrambi) e finora gli unici che ne hanno fatto esplodere una, anzi due, sono stati soltanto gli occidentali. Per il resto, tanti sforzi alla loro costruzione per un arsenale sostanzialmente inutilizzato e, direi, inutilizzabile, se non si intende minacciare la estinzione di una serie ampia di esseri viventi tra cui l'umano. Chi è appassionato di film apocalittici e fantascientifici sappia che l'epoca postatomica già c'è. È questa, dopo aver spianato Hiroshima e Nagasaki con due ordigni nucleari lanciati dal bombardiere americano Enola Gay. Un altro fatto di cui bisogna aver considerazione è che, in Medio Oriente, solo Israele è una potenza nucleare (con un arsenale di circa 500 bombe). Agli altri non è concesso. Perché? Perché Israele siamo noi e dobbiamo comandare solo noi. Degli altri non ce ne frega un bel niente. Detto così almeno usciamo dal...

GEOPOLITICA DELLA PACE: Ahabath Israel

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  « Il problema arabo resta quello di sempre, vale a dire la sola vera questione politica e morale di Israele. Il vittorioso stato israeliano non s’è mostrato capace di concludere nemmeno un solo trattato di pace con i suoi vicini arabi ». Hannah Arendt Se potessi chiedere un giudizio ad Hannah Arendt in merito all’ultimo conflitto israelo/palestinese, probabilmente mi risponderebbe soltanto: “ L’avevo detto! ”. 1 – appartenenza cosmopolita Era il 23 giugno del 1963. Hannah Arendt era, come al solito, sottoposta alla pressione fideistica della comunità ebraica dopo la pubblicazione del libro sulla “Banalità del male” e le sue considerazioni rispetto al processo Eichmann. Il testo era stato pubblicato nello stesso anno, ma gli articoli erano già noti perché pubblicati sul giornale “New Yorker”, a cominciare dal 1961, quando si celebrò, a Gerusalemme, il processo ad Adolf Eichmann, uno degli artefici dell’orrore. Naturalmente ciascuno vede ciò che vuol vedere e quel ...

GEOPOLITICA DELLA PACE: Il governo degli "anticristo"

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Il Governo italiano ha fatto la cosa più distante dal cristianesimo che si possa mai fare: si è indignato e ha convocato l'ambasciatore israeliano per aver ostruito una cerimonia religiosa, ma non si è mai indignato e mai richiamato l'ambasciatore per 70.000 morti assassinati. Ma che siamo diventati? Partecipiamo plaudenti alla costituzione di una società che vuole realizzare un Resort sui cadaveri e sul sangue, sfruttando il servizio di sterminio realizzato da killer funzionali, e protestiamo offesi per una cerimonia mancata? Indifferenti ai morti e indignati per i riti. Questa idolatria è la più devastante, fideistica espressione, non banale, ma quotidiana, o peggio ancora normale del male assoluto. Quanta disumanizzazione, tacita, silente, colpevole c'è in questa ipocrisia dettata dalla convenienza elettorale e/o dalla convinzione ideologica? Nessun partito lo ha denunciato, nessuno ha protestato. " È così che vi appartiene questo mondo: fatti fratelli nelle oppo...

GEOPOLITICA DELLA PACE: Foucault e la sovrapproduzione di potere.

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Nel 1978, Michel Foucault, in Giappone, sosteneva che « Sembra che il problema della scarsità sia stato sostituito da un altro problema quello dell’eccesso di potere. Le società occidentali e, più in generale, le società industriali e sviluppate della fine del nostro secolo sono percorse da questa sorda inquietudine, o addirittura da movimenti di rivolta assolutamente espliciti, che mettono in discussione questa sorta di sovrapproduzione di potere, manifestatasi allo stato puro e mostruosamente con lo stalinismo e con il fascismo. » [in Archivio Foucault. 3. 1978-1985 Feltrinelli, 1994, p.100] Credo che sia una lettura molto corrispondente, sebbene anticipata, di quanto accade ancora nel mondo. Oggi accade in modo estremizzato in alcuni contesti, ad esempio nel conflitto israelo/palestinese, radicale negli USA, meno radicale ma altrettanto tenace in altri paesi, tra cui in Italia. Il problema della scarsità di intere popolazioni è sottovalutato, poco considerato e totalmente sostituito...

GEOPOLITICA DELLA PACE: perchè la guerra? - carteggio Einstein - Freud: la risposta di Freud

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Caro signor Einstein, Quando ho saputo che Lei aveva intenzione di invitarmi a uno scambio di idee su di un tema che Le interessa e che Le sembra anche degno dell’interesse di altri, ho acconsentito prontamente. Mi aspettavo che Lei avrebbe scelto un problema al limite del conoscibile al giorno d’oggi, cui ciascuno di noi, il fisico come lo psicologo, potesse aprirsi la sua particolare via d’accesso, in modo che da diversi lati s’incontrassero sul medesimo terreno. Lei mi ha pertanto sorpreso con la domanda su che cosa si possa fare per tenere lontana dagli uomini la fatalità della guerra. Sono stato spaventato per prima cosa dall’impressione della mia - starei quasi per dire: della nostra - incompetenza, poiché questo mi sembrava un compito pratico che spetta risolvere agli uomini di Stato. Ma ho compreso poi che Lei ha sollevato la domanda non come ricercatore naturale e come fisico, bensì come amico dell’umanità, che aveva seguito gli incitamenti della Società delle Nazioni così com...

GEOPOLITICA DELLA PACE: perchè la guerra? Carteggio Albert Einstein - Sigmund Freud

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Lettera di Einstein a Freud  Gaputh (Potsdam),  30 luglio 1932 Caro signor Freud, La proposta, fattami dalla Società delle Nazioni e dal suo “Istituto internazionale di cooperazione intellettuale” di Parigi, di invitare una persona di mio gradimento a un franco scambio d’opinioni su un problema qualsiasi da me scelto, mi offre la gradita occasione di dialogare con Lei circa una domanda che appare, nella presente condizione del mondo, la più urgente fra tutte quelle che si pongono alla civiltà. La domanda è: C’è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra? E’ ormai risaputo che, col progredire della scienza moderna, rispondere a questa domanda è divenuto una questione di vita o di morte per la civiltà da noi conosciuta, eppure, nonostante tutta la buona volontà, nessun tentativo di soluzione è purtroppo approdato a qualcosa. Penso anche che coloro cui spetta affrontare il problema professionalmente e praticamente divengano di giorno in giorno più consapevoli del...

GEOPOLITICA DELLA PACE: Giustificazioni speculari

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  In generale l’onere della giustificazione è speculare per l’una parte e per l’altra di ogni conflitto: se uno giustifica la sua invasione sulla base di una identità storica, linguistica e nazionale, l’altro si difende contestando identità, lingua e nazionalità e giustifica la sua reazione con il diritto difendere il proprio territorio contro ogni invasione; se uno si sente minacciato, l’altro contesta la possibile minaccia; se uno accusa con l’offesa, l’altro risponde con la difesa. Due giustificazioni opposte e complementari. Nel caso del conflitto israelo/palestinese, ad esempio, il peso di questa onerosa giustificazione, in modo assolutamente anomalo, è identico per entrambi: ciascuno afferma di proteggere il proprio territorio; ciascuno si sente occupato; ciascuno si sente offeso; ciascuno crede di doversi difendere dall’altro. La stessa giustificazione per entrambi. Questo rende difficile una soluzione del conflitto, perché i contendenti non possono mai essere minimamente ac...