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ANCORA PER UNA NUOVA ANTROPOLOGIA DELLA SICUREZZA

 Sarebbe un enorme privilegio se io dicessi a qualcuno di voi: "tu sei tutto ciò che io non sono". Da quel momento, infatti, io non potrei mai più  definirmi senza definire automaticamente e inevitabilmente anche lui. Il nostro legame, sebbene in opposizione, sarebbe comunque e definitivamente inscindibile. Per molti anni noi abbiamo raggionato così, con una struttura logica dicotomia, dialettica, oppositiva.  Si chiamano opposti complementari: non possiamo definire il bene senza definire contemporaneamente il male. Anzi, più precisamente: esiste il Bene perché esiste il suo opposto complementare del Male; esiste la Vita solo in costante relazione con il suo opposto complementare della Morte; esiste la pace solo come opposto complementare della guerra. Allo stesso modo, non riusciamo a definire il problema della sicurezza senza dover contemporaneamente stabilire il problema della insicurezza. Direttamente o indirettamente ci siamo formati su una struttura logica dialettic...

GEOPOLITICA DEI PAZZI

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Sento continuamente, politici ed analisti, lamentarsi della insignificanza dell'Europa, in questa epoca turbolenta di redifinizione dei criteri di legittimazione nel network delle relazioni internazionali. Non so.  Credo che l'Europa sia una superpotenza unica e che gli europei non lo sanno. Bauman sosteneva che la società più giusta è quella che crede di essere ingiusta. Sarà così anche per l'Europa? Forse la sua potenza risiede nella percezione di essere impotente? Questa l'impressione, in fondo, è anche una speranza. Intanto: 1 - Nonostante gli svariati e altisonanti incontri tra leader supremi, il micro conflitto (per quanto doloroso) ucraino non è  stato risolto proprio perché e solo perché l'Europa non è stata coinvolta. L'Ucraina, comunque vada, nel 2027 dovrebbe entrare in Europa. Se accadrà alla fine, la Grande Russia si è logorata per avere due regioni, cioè qualche scampolo di territorio e l'Europa, senza troppo soffrire, si estenderà ad una nuo...

LA VIA FEMMIILE AL POTERE

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il ruolo delle donne nella democrazia della comunicazione DICEMBRE duemilaventicinque alessandro Ceci   Ricostruzione della polis Non nego che fino a qualche tempo fa ho pensato e scritto, in fondo come tutti, che al fondo della questione femminile vi fosse il senso di una ingiustizia atavica, una sopraffazione antropologica del maschio. Ad una conferenza svolta al Parlamento Italiano il 1° dicembre 2017 ho presentato una relazione, poi pubblicata su La Rivista Italiana della Sicurezza, che attribuiva il femminicidio a una espropriazione del potere della genesi da parte del maschio nei confronti della femmina. Una relazione scritta sulla base degli studi di Marija Gimbutas [1] e di Heide Goettner-Abendroth [2] . Ho sostenuto cioè che « La violenza che ci portiamo dentro, nel chiuso labirinto degli specchi della storia, appartiene alla lotta antropologica per la conquista del potere sulla genesi e rimbalza fino a noi nella forma del femminicidio». L’ho chiamato «il crimine di Di...