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GEOPOLITICA DELLA PACE: Responsabilità democratica della guerra

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Effetti del Buon Governo sulla città, Ambrogio Lorenzetti È noto che la democrazia, da Atene in poi, al suo interno, offre una condizione, se non proprio di pace a causa della insicurezza criminale, almeno di complessiva pacificazione politica delle relazioni sociali... ...è noto che la democrazia, che Rousseau giudicava «una repubblica che goda di buon governo» [1] ... ...è noto che la democrazia talvolta «si imbarchi in una guerra ingiusta» [2] . Paradossalmente la democrazia, nonostante generi, senza imporre, un costante processo di pacificazione tra i suoi cittadini, all'interno del network relazionale della propria nazione, è tuttavia belligerante nelle relazioni internazionali tra Stati, molte volte a torto. Come mai? È tutto semplicemente riconducibile alla singolare volontà di potenza? O ad un ostruzionismo di vicinanza, al fatto cioè che «soggetti agli inconvenienti dell'uno e dell'altro senza trovar sicurezza in nessuno dei due» [3] ? Si tratta del solito imper...

GEOPOLITICADELLA PACE:un commento di Bertrand Russell

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Riporto senza commenti questo testo di Bertrand Russell del 1956 la cui lungimiranza è sconcertante. « Gli psicanalisti hanno studiato le manifestazioni individuali di questo processo nei folli, accertati o meno. L'uomo che ha sofferto una qualche umiliazione si inventa una teoria, secondo la quale egli è re d' Inghilterra, e sviluppa ogni sorta di ingegnose ragioni per spiegare il fatto di non essere trattato con tutto quel rispetto che la sua altissima posizione imporrebbe. In questo caso, la sua illusione non è tale da suscitare le simpatie dei vicini, i quali perciò lo rinchiudono in un manicomio. Ma se invece di asserire unicamente la sua grandezza, il paziente asserisce anche quella della sua nazione [MAGA, Make America Great Again, o Prima gli Italiani, nda] o della sua classe [sostenere gli imprenditori per garantire lo sviluppo, nda] o del suo credo (il comunismo è scientifico, nda), egli riesce a guadagnarsi schiere di seguaci e diventa capo politico o religioso, anch...

GEOPOLITICA DELLA PACE: un racconto di Kafka

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  Nel 1916 o forse nel 1917, Frank Kafka scrisse un breve racconto. Quegli anni possono essere classificati tra i più significativi della sua produzione letteraria. Sono gli anni della pubblicazione di " Metamorfosi ", forse il testo più noto di questo innovativo e fantastico scrittore. Il breve racconto a cui mi riferisco si intitola, in originale, " Auf der Galerie" e può essere tradotto in due modi in italiano: semplicemente " In Galleria " o più significativamente " Loggione ". Recita così: " Se un'acrobata a cavallo, fragile, tisica venisse spinta per mesi senza interruzioni in giro nel maneggio sopra un cavallo vacillante dinanzi a un pubblico instancabile da un direttore di circo spietato sempre colla frusta in mano, continuando a frullare il cavallo, gettando baci, oscillando sulla vita, e se questo spettacolo proseguisse in mezzo al fracasso dell'orchestra e dei ventilatori nel grigio futuro che continua a spalancarsi semp...

FILOSOFIA POLITICA:Il Solco

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Alessandro Ceci                                                                                      agostoduemilaventuno Ho riletto, per vari motivi, la celeberrima lettera che Hannah Arendt scrisse a Karl Jasper il 9 luglio 1946 [1] . La lettera è nota perché raccoglie in poche righe le impressioni sul rapporto tra Edmund Husserl e Martin Heidegger. La lettera è molto esplicativa (e altrettanto esplicita) sul comportamento vile e opportunistico di Heidegger, che Hannah Arendt definisce “nient’altro che un potenziale assassino” [2] Tuttavia non è questo che qui interessa. Nella lettera c’è un passaggio molo bello e, per le dinamiche della nostra vita, molto più importante: “ Le risponderei che il vero irreparabile si presenta spesso con i caratteri (illusori) di un mero ac...

GEOPOLITICA DELLA PACE: La Gola del Pankisi

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Alessandro Ceci                                                                                               10 aprile 2006  Esiste ancora un problema geopolitico caucasico prevalente? Esiste ancora la volontà americana di controllare i confini russi in una area caucasica inviando truppe in Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizia, forse nel Turkmenistan, forse in Karakum e poi certamente anche in Georgia? Gli oleodotti che da quel paese partono tagliando l’unico territorio in Afghanistan, quello cosiddetto americanizzato, che non ha perturbazioni di sorta, per arrivare nel Golfo Persico, sono la causa o la giustificazione? Ricordo ancora le grida di orrore di tutti i commentatori russi per la trattativa condotta in gran segreto da Shevardnadze che p...

GEOPOLITICA DELLA PACE: l'insicurezza nazionale

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Alessandro CECI Abbiamo affermato nei paragrafi precedenti che il rilievo ed il contenuto “ sociale ” del concetto di sicurezza nazionale è una tra le fonti a cui i servizi romeni possono attingere per assicurarsi più potere. Ma esiste un’altra forma di “ legittimazione popolare ” a cui tali strutture possono fare riferimento, un altro elemento che ha attribuito forza ai servizi e ha consentito quelle derive autoritarie, più o meno recenti, che il popolo romeno è stato costretto a subire. Ciò a cui sto facendo riferimento si chiama “ insicurezza ”. Il popolo romeno è, infatti, gente storicamente insicura. Affinché possa risultare chiaro questo concetto vorrei utilizzare, nuovamente, le parole di Mircea Eliade: « Questo popolo non conoscerà mai la calma e la gioia di crearsi nel tempo. Essendo infatti un popolo di frontiera, sarà sempre soggetto ad innumerevoli invasioni e persecuzioni. La sua storia è un susseguirsi di battaglie e pericoli: è una guerra permanente per la sopravvivenza ...

GEOPOLITICA DELLA PACE: Jorney to the past?

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Mi domando come mai, questi scienziati che tempestato le televisioni generaliste nostrane con giudizi e pregiudizi approssimativi e finalizzati, non abbiano notato che il presidente Trump, neo eletto, non abbia minimamente commentato l'autorizzazione concessa dal presidente neo dimissionato Biden al Presidente Ucraino Zelenskǰi relativamente al lancio di missili a lunga gittata sul territorio russo. Possibile che un silenzio così clamoroso roso sia sfuggito? Sarà stato distrutto dai festeggiamenti? Il fatto che a me sembra evidente, sulla base di rudimentali competenze di intelligence e di conflittuologia, è che sia impossibile che Biden non abbia informato Trump. Se c’è una cosa che cambia molto limitatamente nella politica dei paesi sono gli obiettivi di politica estera. Possono cambiare le tattiche e le strategie, ma gli obiettivi degli Stati, specie se si tratta di Stati con una fortissima influenza sulle dinamiche globali, cambiano pochissimo, talvolta in modo propagandistico,...