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AUTARCHIC AMERICA

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    Uno dei simboli più evidenti, e per molti versi più dolorosi, di un potere in declino è la vacuità, la retorica e la noiosa ritualità delle sue manifestazioni. Tutti elementi perfettamente riconoscibili nella seconda cerimonia di insediamento di Donald Trump alla Presidenza degli USA. Si sa già che molte delle cose dette non verranno realizzate, almeno nella sostanza reale delle dichiarazioni, sebbene nella forma si mostreranno coerenti alla voracità espressiva dei media. Lo sanno anche gli urlatori seriali di proposte talmente irragionevoli da essere esclusivamente teatrali. Abbiamo assistito ad un rito ridicolo, obsoleto ed insignificante: la rappresentazione di una nomenklatura fatta di famiglie ex concorrenti, che si insultano e si salutano, come quei vecchi nobili che litigano per eredità di mobili tarlati. I Clinton, i Bush, l’Obama, Biden ed Harris, famiglie e parenti inseriti in abbigliamenti improbabili, certamente costosi ma ugualmente rozzi, tipici della inelega...

GEOPOLITICA DEL BOARD DEI SULTANI

Qualche mese fa, dopo l'accordo per la sospensione ufficiale delle ostilità a Gaza, nella coscienza che le violenze ufficiose non sarebbero finite e comunque non immediatamente, dichiarai in qualche intervista e in molti convegni (chi era presente può testimoniare), dichiarai che il destino dei palestinesi sarebbe stato quello di essere trasformati in sottoproletariato urbano, funzionale allo sviluppo degli interessi dei Sultani del mondo (che non sono più nemmeno capitalisti). Sostenni che Trump aveva convinto gli Israeliani a non concludere il genocidio perché altrimenti non avrebbero avuto questa forza lavoro strumentale e funzionale ai loro affari. I palestinesi, insomma, sarebbero stati trattati nella loro terra come noi trattiamo gli immigrati nella nostra: non uomini ma strumenti funzionali alle nostre esigenze e alla nostra comodità. E questo sconcio sopruso sarebbe stato commesso da coloro che hanno come simbolo una croce si cui è stato inchiodato uno che viveva in Palesti...

GENEALOGIA DEMOCRATICA: 12 - la cima di Tommaso d'Aquino

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Involontariamente fu Tommaso D’Aquino, sostituendo il concetto di clementia , introdotto da Seneca, con il concetto di prudentia , cioè togliendo la discrezionalità al monarca e ripristinando la concezione sociale di equilibrio politico, fu Tommaso D’Aquino che aiutò il pensiero democratico a riemergere. Anche qui, non si può dire che l’aquinate fosse effettivamente un democratico; ma il suo contributo fu come una corda lanciata ad un disperato, lentamente assorbito dalle sabbie mobili del logos monopolitikos . Ricevere una corda non significa salvarsi, significa potersi aggrappare a qualcosa di stabile. Sempre nel soffocante pantano di melma si resta. Tuttavia si può sperare, se quella corda resiste, di poterne uscire in qualche modo. D’altronde Tommaso D’Aquino è noto per aver introdotto il pensiero aristotelico nella platonica teologia cattolica di Sant’Agostino. Per questo stesso motivo, forse, il beato Tommaso fu assassinato, secondo le mie personalissime ipotesi, da F...

TERRACINEIDE: 1 - Terracina ai terracinesi.

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Nell’anno del signore 1074 papa Gregorio VII   lasciò che Terracina fosse di proprietà e di amministrazione, soltanto dei terracinesi: di tutti i terracinesi, “ senza far riferimento né alla chiesa, né ad ufficiali qualsiasi, né alla Chiesa, né a signori e laici ”. Questa completa autonomia ” diventerà il motore di una forte rinascita socio-politica, economica, urbanistica ” [1] della città. Fu un lascito dunque che indusse un comportamento. Non fu un semplice dono, offerto, ricevuto e utilizzato. Non fu una concessione benevola. Fu una situazione che doveva diventare una condizione, un punto di partenza per un obiettivo di autonomia e di emancipazione da ottenere, da perseguire, da realizzare. Il premio della autonomia, si conquista sempre e soltanto (in politica esclusivamente), dopo che è stato concesso. Così fu per i terracinesi. Terracina ai terracinesi (nel senso della autonomia e non della esclusione etnica) non è un proclama, non è una promessa elettora...

GENEALOGIA DEMOCRATICA: 11 - la democrazia ridefinita

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P rima di descrivere ed analizzare la riemersione graduale della democrazia dal buio della notte, c’è un tema che dobbiamo trattare per cercare di risolvere un problema strutturale. Il problema del significato del termine. Per democrazia si intende governo del popolo (demos)? Davvero? Sicuro? O democrazia è, più precisamente ed assai diversamente, il governo dei demi, cioè quelle unità istituzionali di base riconosciute dalla riforma di Clistene? L a questione sembra oziosa ma non lo è affatto. C ome abbiamo visto Clistene divise l’intera Attica, cioè Atene e il suo hinterland in demi che sostituirono definitivamente le fratrie, cioè i gruppi familiari oligarchici. I demi erano in un primo momento 139. Poi passarono gradualmente a 174 (III secolo a.C.). Nel momento del massimo splendore dell’Atene democratica i demi erano 150 e la nomina dei rappresentanti era perfettamente matematicamente suddivisa, sulla base della tavola piatagorica, in riferimento al numero 3 ...

TERRACINEIDE - introduzione

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C’è tanta storia scritta e descritta della nostra città. Una storia di documenti e di eventi. Non c’è una storia di avvenimenti, una storia che analizzi l’avvento. Non c’è una storia politica della città di Terracina che spieghi la coerenza dei comportamenti rispetto ai fatti vissuti e viventi.   Ci sono troppi miti e d’altronde troppe mitizzazioni che non fanno storia, ma leggenda. C’è un vuoto cognitivo tra ciò che siamo stati e la coerenza di ciò che siamo oggi. Nei tanti testi e trattati che riguardano la nostra città, non c’è insomma una storia che indichi la coerenza tra i fatti chi hanno connotato e gli atti che compiamo. Non c’è, a Terracina, una storia che faccia la storia. I romani erano consapevoli di questo vuoto, effettivo anche per la loro presenza nel mondo. Senza una storia passata in grado di giustificare la storia futura si sentivano ­­­­ minus habens , minorati, deficitari. Dettero allora a Virgilio il compito di riempire quel vuoto con una narrazione, co...

GENEALOGIA DEMOCRATICA: 10 - SPENTA E RIACCESA

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Come abbiamo già visto, il pensiero democratico pian piano si spense. SI spense con l’inesorabile passaggio dal logos tripolitikos al logos duopolitikos fino al logos monopolitikos . Il modello anomalo della democrazia era stato costruito su 4 principi fondamentali: 1.   l’ uguaglianza di fronte alla legge, proposta da Solone, e che aveva trovato espressione fisica nella istituzione della Ekklesia , cioè della assemblea dei cittadini; 2.   la rappresentanza , introdotta dalle riforme di Clistene, che avevano trovato concreta e fisica espressione nella Boulé , cioè nella assemblea dei 500 che approvano le leggi; 3.   l’ amministrazione , realizzata da Efialte, che consisteva nel vasto corpo di funzionari pagati che costituivano la burocrazia di Atene; 4.   la partecipazione a un modello politico complessivo e complessivamente equilibrato, realizzato negli anni da Pericle, in cui la oggettivazione delle decisioni veniva definita da appositi tribunali i...