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GEOPOLITICA DELLA PACE: LA SCELTA DI LEONE XIV

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Se con Francesco si era determinata una scissione, talvolta profonda, tra cristianesimo e cattolicesimo, cioè tra il messaggio di Cristo e la istituzione ecclesiastica, con Leone XIV questa scissione, da buon agostiniano, si ricompone. Come? Piegando la istituzione sul messaggio, la ecclesia sul significato, il cattolicesimo sul cristianesimo. Papa Leone XIV sceglie di ricomporre la frattura e lo fa riportando tutti alla storia e alla parola di Cristo: al vangelo. Tuttavia, questo ritorno alla parola è, in parte apparente, o meglio, in gran parte tattico: piegandosi alla parola di Cristo la Chiesa intera riconquista una fortissima legittimazione alla rappresentanza del messaggio: piegandosi sul cristianesimo, il cattolicesimo riacquista una funzione riconosciuta e principalmente riconoscibile.  Con Francesco questa funzione era solo del Papa, quasi personale.  Leone XIV sceglie che sia di tutta la Chiesa. Solo che la ri-legittimazione di una istituzione è una fondamentale azio...

FILOSOFIA POLITICA: GENER-AZIONE DOLORE

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  Il dolore prodotto è il dolore subìto negli interstizi della quotidianità       « ogni nostra epoca porta con sé la sua norma e la sua enormità il suo decalogo e la sua falsificazione .» Ortega y Gasset       1 – Azione Dolore Secondo Simone Weil il dolore è un grido muto. Anzi, più precisamente, è un " gemito sordo e ininterrotto" . [1] Potremmo dire che si tratta di un grido ammutolito. È il grido ammutolito del bambino " che sorveglia gelosamente se suo fratello non ha avuto una porzione di dolce un po’ più grossa della sua [2] . Quel tacito lamento che " cede a un movente sorto in una parte assai più superficiale dell’anima" [3] ; è la protesta che " il Cristo stesso non ha saputo trattenere» [4] . E dice semplicemente così: «perché mi viene fatto del male? [5] Allora possiamo legittimamente sostenere che si tratta di un grido ammutolito, un grido di dolore sordo che " non giunge quasi mai ad esprimersi né interiormente né esteriormente con pa...

GEOPOLITICA DELLA PACE: IL PUNTO CIECO DELLA CRISI UCRAINA

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L’Europa nel punto della retina degli analisti che non contiene recettori per la luce ed è quindi cieca. Leggo il numero monocratico sull’Ucraina di Limes, la Rivista Italiana di Geopolitica di indubbia eccellenza, aprile 2014, n.4, dal titolo inequivocabile: “ L’Ucraina tra Putin e noi ”. Leggo e rileggo. Il prestigio del titolo e degli autori merita il massimo di attenzione. Dal primo all’ultimo articolo la Rivista Italiana di Geopolitica è travolta da un usuale liet motiv, quasi una litania, che si sente ovunque, come le ragioni senza ragionamenti tipici di questa strana condizione comunicativa italiana, dove si ripetono assiomi senza verifica critica che improvvisamente, o anche improvvidamente, diventano verità indiscutibili. Qualsiasi analista, politico, giornalista, commentatore o anche solo conduttore ripete, con l’enfasi inutilmente rinnovata di chi svela l’ovvio: la crisi Ucraina dimostra la potenza americana, le ambizioni russe e l’inconsistenza [10]  europea. Per tutti ...

GEOPOLITICADELLA PACE: IL PARADOSSO DELLA POLITICA ESTERA RUSSA

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Il paradosso della politica estera Russa, da sempre, anche quando era U.R.S.S., è semplice: aspira a diventare una potenza globale; per farlo ha indispensabile bisogno di uno sbocco sui mari caldi, cosa che richiede l’occupazione (annessione, invasione, controllo) degli Stati che ne governano i porti; ma, nel momento in cui agisce per garantirsi il controllo di quei territori, oltre la labile tenuta degli accordi sottoscritti, diventa inevitabilmente una potenza locale (una volta si diceva regionale) marginalizzata dalle relazioni internazionali globali. Se questo era vero, ma tollerabile, in epoca di Guerra Fredda, quando comunque il mondo era governato dal balance of power tra due superpotenze, oggi, in un’epoca di piattaforme continentali di nazionalità, con diversi attori internazionali, quando essere marginalizzati nelle relazioni significa cambiare la morfologia degli scambi e favorire altre polarizzazioni, questo paradosso è davvero intollerabile. Siamo in un’epoca di governance...