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PRO BRUNO - L’innegabile realtà dell’amicizia

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  (in ricordo di Francesco Bruno) di Alessandro Ceci Ora si, ora definitivamente, ora davvero “ ci siamo spartiti come due ladroni il capitale delle notte e dei giorni ”. Tu nella notte assoluta e universale. Io nel giorno, ancora, provvisorio e occasionale. Prima eravamo insieme, nel giorno e nella notte, tra pause lasciate al pensiero, nulla mai abbandonato al silenzio. Anche quando non si parlava, il cervello, l’intelligenza si sentiva eccome, viaggiare eterea in uno sguardo, libera in una distrazione, apparentemente diffusa in una osservazione. Mai disattenta. Sempre presente negli interstizi di vita in cui talvolta ci rifugiavamo. Prima era così. Ora non lo è più. Tu sei nella notte, “simbolo enorme della nostra nullità primordiale”. Tu sei la morte, come dice Borges con estrema durezza, giacché “il morto non è il morte, ma la morte”. Tu hai perso ogni individualità, ma non hai perso la presenza. Mi sei ormai “ubiquamente estraneo”. Estraneo, perché io sono di qua e tu di là, ...

SILETE THEOLOGI IN MUNERE ALIENO (Alberico Gentili, 1588)

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  di Alessandro CECI Il titolo è una protesta e un’accusa. Epistemologica. Alberico Gentili intima ai teologi di non occuparsi di cose che non li riguardano. Era il 1588. 8 anni prima, nel 1580, Alberico Gentili era stato costretto, per motivi religiosi, a scappare dall’Italia. Era nato a Ginesio nel 1552. Aveva 28 anni. Il numero 8 era, per lui, un intervallo ricorrente. Infatti solo 8 anni prima, a 20 anni, il 23 settembre del 1572, si laureò in diritto civile, presso la prestigiosa università di Perugia. Arrivò a Londra nell’agosto del 1580 dove la sua intelligenza fu rispettata di più. Infatti, nel 1587, la regina Elisabetta I lo nominò regius professor of civil law alla altrettanto prestigiosa università di Oxford. Il buon professor Gentili, a conclusione del capitolo XII del suo libro sul De Iure Belli, cioè sulla guerra giusta, lanciò subito la sua intimazione epistemologica: ciascuno resti nei suoi confina disciplinari, i teologi nella teologia, i giuristi nella giurisprud...

ANTROPOLOGIA: CORPUS A NON CORPOREANDO [1]

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- Corpo senza incarnarsi – - Corpo che nega il corpo - Alessandro CECI Moriamo ricchi di amanti e di tribù / di gusti che abbiamo inghiottito / di corpi che abbiamo penetrato risalendoli come fiumi / di paure in cui ci siamo nascosti / come in questa caverna stregata senza memoria / qualunquismo / indifferenza / mediazioni e ripensamenti. Voglio che tutto ciò resti inciso sul mio corpo / siamo noi i veri paesi / non le frontiere tracciate sulle mappe con i nomi di uomini potenti. Dal film “ Il Paziente Inglese ” (1996) di Anthony Minghella 1 – Helmut Plessner: dalla posizione al posizionamento Secondo Helmut Plessner (e non solo per Lui, poiché molti altri lo hanno seguito) la vita sulla terra dipende dalla posizionalità o, come meglio traduciamo noi, dal posizionamento: " con questo concetto si deve intendere quel fondamento della sua essenza, che rende un corpo posto nel proprio essere […] sollevato nel passaggio del limite, divenendo i...