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GEOPOLITICA DELLA PACE: La Gola del Pankisi

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Alessandro Ceci                                                                                               10 aprile 2006  Esiste ancora un problema geopolitico caucasico prevalente? Esiste ancora la volontà americana di controllare i confini russi in una area caucasica inviando truppe in Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizia, forse nel Turkmenistan, forse in Karakum e poi certamente anche in Georgia? Gli oleodotti che da quel paese partono tagliando l’unico territorio in Afghanistan, quello cosiddetto americanizzato, che non ha perturbazioni di sorta, per arrivare nel Golfo Persico, sono la causa o la giustificazione? Ricordo ancora le grida di orrore di tutti i commentatori russi per la trattativa condotta in gran segreto da Shevardnadze che p...

GEOPOLITICA DELLA PACE: l'insicurezza nazionale

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Alessandro CECI Abbiamo affermato nei paragrafi precedenti che il rilievo ed il contenuto “ sociale ” del concetto di sicurezza nazionale è una tra le fonti a cui i servizi romeni possono attingere per assicurarsi più potere. Ma esiste un’altra forma di “ legittimazione popolare ” a cui tali strutture possono fare riferimento, un altro elemento che ha attribuito forza ai servizi e ha consentito quelle derive autoritarie, più o meno recenti, che il popolo romeno è stato costretto a subire. Ciò a cui sto facendo riferimento si chiama “ insicurezza ”. Il popolo romeno è, infatti, gente storicamente insicura. Affinché possa risultare chiaro questo concetto vorrei utilizzare, nuovamente, le parole di Mircea Eliade: « Questo popolo non conoscerà mai la calma e la gioia di crearsi nel tempo. Essendo infatti un popolo di frontiera, sarà sempre soggetto ad innumerevoli invasioni e persecuzioni. La sua storia è un susseguirsi di battaglie e pericoli: è una guerra permanente per la sopravvivenza ...

GEOPOLITICA DELLA PACE: Jorney to the past?

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Mi domando come mai, questi scienziati che tempestato le televisioni generaliste nostrane con giudizi e pregiudizi approssimativi e finalizzati, non abbiano notato che il presidente Trump, neo eletto, non abbia minimamente commentato l'autorizzazione concessa dal presidente neo dimissionato Biden al Presidente Ucraino Zelenskǰi relativamente al lancio di missili a lunga gittata sul territorio russo. Possibile che un silenzio così clamoroso roso sia sfuggito? Sarà stato distrutto dai festeggiamenti? Il fatto che a me sembra evidente, sulla base di rudimentali competenze di intelligence e di conflittuologia, è che sia impossibile che Biden non abbia informato Trump. Se c’è una cosa che cambia molto limitatamente nella politica dei paesi sono gli obiettivi di politica estera. Possono cambiare le tattiche e le strategie, ma gli obiettivi degli Stati, specie se si tratta di Stati con una fortissima influenza sulle dinamiche globali, cambiano pochissimo, talvolta in modo propagandistico,...

GEOPOLITICA DELLA PACE: Riorientamento Gestaltico

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  Nella mia città c'è una piazza, una piazza con una fontana al centro. Intorno a quella piazza,  intorno a quella fontana, ci sono stati ed ancora ci sono circa una sessantina di ristoranti o centri di ristorazione, l'uno accanto all'altro. Noi, che siamo nati in questa città, vicino a quella piazza, sappiamo o credevamo di sapere, il motivo di quella apparentemente anomala concentrazione.  La mia città, Terracina, si trova a 100 km.cda Roma e a 100 km da Napoli. Perfettamente al centro, perfettamente a mezza strada, lungo la mitica via Appia. Chiunque, dovendo viaggiare da Roma a Napoli o viceversa, chiunque doveva fermarsi in quella piazza, per cambiare i cavalli e per un opportuno ristoro durante il faticoso viaggio. C'era, in quella piazza, una cosiddetta "stazione di posta" dove si cambiavano i cavalli e ci si dedicava al ristoro o addirittura a passare la notte. La geniale rete stradale romana ha retto per secoli e, quando noi eravamo giovani, le carroz...

GEOPOLITICA DELLA PACE: Il punto cieco della crisi ucraina

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L’Europa nel punto della retina degli analisti che non contiene recettori per la luce ed è quindi cieca. Alessandro CECI diciannovemarzoduemilaquattordici Leggo il numero monocratico sull’Ucraina di Limes, la Rivista Italiana di Geopolitica di indubbia eccellenza, aprile 2014, n.4, dal titolo inequivocabile: “ L’Ucraina tra Putin e noi ”. Leggo e rileggo. Il prestigio del titolo e degli autori merita il massimo di attenzione. Dal primo all’ultimo articolo la Rivista Italiana di Geopolitica è travolta da un usuale liet motiv , quasi una litania, che si sente ovunque, come le ragioni senza ragionamenti tipici di questa strana condizione comunicativa italiana, dove si ripetono assiomi senza verifica critica che improvvisamente, o anche improvvidamente, diventano verità indiscutibili. Qualsiasi analista, politico, giornalista, commentatore o anche solo conduttore ripete, con l’enfasi inutilmente rinnovata di chi svela l’ovvio: la crisi Ucraina dimostra la potenza americana, le ambizioni ...

GEOPOLITICA DELLA PACE: la coscienza delle parole

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Rileggo sul Corriere della Sera del 6 settembre 2015 l’intervista a Markus Gabriel filosofo tedesco che giudica l’accoglienza della sua nazione ai profughi il prodotto del cosmopolitismo Kantiano riproposto nella cultura tedesca da Jurgen Habermas. Testualmente: « La Germania è cosmopolita in senso Kantiano. Per un certo periodo, fino ad anni recenti, hanno prevalso filosofie che spingevano al nazionalismo, compreso Heidegger. Ora, Kant e Habermas hanno preso il sopravvento. Ora l'idea prevalente è: essere tedeschi non è niente più che avere la cittadinanza tedesca e parlare la lingua. Non ci sono più consuetudini e usanze tedesche. Sono sparite. Nel bene e nel male ». Mi sembra la vecchia idea di un giovane filosofo. In verità, se non si entra nello schema, potrei dire anche paradigma, della Teoria delle Mutazioni Politiche, ciò che sta avvenendo nel mondo non si capisce. Dopo il crollo del Muro di Berlino, siamo convenzionalmente entrati nella quarta mutazione della storia dell...