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GEOPOLITICA DELLA PACE: Il posizionamento italiano

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Il violento commento d'insulto a Giorgia Meloni da parte di anchorman russo è indubbiamente inqualificabile. Studiato certo, ma non si sa da chi.  Da Putin? Perchè? Per suo conto visto che il Presidente del Consiglio italiano ha bloccatto l'acquisto del gas russo? Possibile. Potrebbe trattarsi di una banale vendetta. Oppure, per chi? Per conto di Trump? Possibile. Potrebbe trattarsi di una banale vendetta. In ogni caso, tutto questo si svolge sul crinale di un indefinibile confine tra pubblio e privato tra istituzionale e politico,  tra appartenenza ad uno schieramento politico e abbandono, tra aderenza e differenziazione, tra asservimento e autonomia. A noi interessa poco. Niente di tutto questo rientra nella geopolitica, se non come indicatore climatico. Ciò che interessa davvero è il posizionament italiano nei trend politici glocali, cioè globali e locali al tempo stesso.  Non ci resta altro che segalare un fallimento.  Alla fine del suo mandato, nonostante gli sf...

GEOPOLITICA DELLA PACE: Il caos planetario

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Alessandro Ceci Il 21  aprile 2026, in una intervista del Giornare Radio del mio amico, il mitico Daniele Biacchesi, ho sostenuto che Trump ha aperto, non solo con l'attacco a l'Iran, ma direi con tutta la sua presidenza, le porte dell'inferno. In che senso? Daniele Biacchesi ha capito al volo e ha proseguito con una domanda sul nucleare. L'exemplum è questo: …se, tornando a casa, una sera, stanchi dalla confusa presenza del giorno o dal passare del tempo e degli anni trascorsi dentro entusiasmi spenti, uno dei vostri figli, ignaro del racconto e del rimpianto, magari il figlio più impunito e dispettoso, all’ora di cena, tra una portata tiepida e la paura di affondare, rompe un piatto e voi, braccati dalla sconfitta, con cortesia e delicatezza gli spiegate che non si deve fare e lo sostituite, perchè vi attanaglia il ricordo di guerre infinite per scherzi puerili, e lui ne rompe un altro, e voi, con cortesia e senza delicatezza, lo sostituite e lui lo rompe ancora...

GEOPOLITICA DELLA PACE: LA SCELTA DI LEONE XIV

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Se con Francesco si era determinata una scissione, talvolta profonda, tra cristianesimo e cattolicesimo, cioè tra il messaggio di Cristo e la istituzione ecclesiastica, con Leone XIV questa scissione, da buon agostiniano, si ricompone. Come? Piegando la istituzione sul messaggio, la ecclesia sul significato, il cattolicesimo sul cristianesimo. Papa Leone XIV sceglie di ricomporre la frattura e lo fa riportando tutti alla storia e alla parola di Cristo: al vangelo. Tuttavia, questo ritorno alla parola è, in parte apparente, o meglio, in gran parte tattico: piegandosi alla parola di Cristo la Chiesa intera riconquista una fortissima legittimazione alla rappresentanza del messaggio: piegandosi sul cristianesimo, il cattolicesimo riacquista una funzione riconosciuta e principalmente riconoscibile.  Con Francesco questa funzione era solo del Papa, quasi personale.  Leone XIV sceglie che sia di tutta la Chiesa. Solo che la ri-legittimazione di una istituzione è una fondamentale azio...

GEOPOLITICA DELLA PACE: IL PUNTO CIECO DELLA CRISI UCRAINA

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L’Europa nel punto della retina degli analisti che non contiene recettori per la luce ed è quindi cieca. Leggo il numero monocratico sull’Ucraina di Limes, la Rivista Italiana di Geopolitica di indubbia eccellenza, aprile 2014, n.4, dal titolo inequivocabile: “ L’Ucraina tra Putin e noi ”. Leggo e rileggo. Il prestigio del titolo e degli autori merita il massimo di attenzione. Dal primo all’ultimo articolo la Rivista Italiana di Geopolitica è travolta da un usuale liet motiv, quasi una litania, che si sente ovunque, come le ragioni senza ragionamenti tipici di questa strana condizione comunicativa italiana, dove si ripetono assiomi senza verifica critica che improvvisamente, o anche improvvidamente, diventano verità indiscutibili. Qualsiasi analista, politico, giornalista, commentatore o anche solo conduttore ripete, con l’enfasi inutilmente rinnovata di chi svela l’ovvio: la crisi Ucraina dimostra la potenza americana, le ambizioni russe e l’inconsistenza [10]  europea. Per tutti ...

GEOPOLITICADELLA PACE: IL PARADOSSO DELLA POLITICA ESTERA RUSSA

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Il paradosso della politica estera Russa, da sempre, anche quando era U.R.S.S., è semplice: aspira a diventare una potenza globale; per farlo ha indispensabile bisogno di uno sbocco sui mari caldi, cosa che richiede l’occupazione (annessione, invasione, controllo) degli Stati che ne governano i porti; ma, nel momento in cui agisce per garantirsi il controllo di quei territori, oltre la labile tenuta degli accordi sottoscritti, diventa inevitabilmente una potenza locale (una volta si diceva regionale) marginalizzata dalle relazioni internazionali globali. Se questo era vero, ma tollerabile, in epoca di Guerra Fredda, quando comunque il mondo era governato dal balance of power tra due superpotenze, oggi, in un’epoca di piattaforme continentali di nazionalità, con diversi attori internazionali, quando essere marginalizzati nelle relazioni significa cambiare la morfologia degli scambi e favorire altre polarizzazioni, questo paradosso è davvero intollerabile. Siamo in un’epoca di governance...

GEOPOLITICA DELLA PACE: DOVE STANNO LE RELAZIONI INTERNAZIONALI

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Secondo Alessandro Colombo, a mio avviso uno dei migliori docenti italiani di Relazioni Internazionali, oltre alle due dimensioni del potere e della legittimazione, la geopolitica è caratterizzata dalla “ dimensione dello spazio ” [25] , cioè “ che le relazioni internazionali si svolgono sempre nello spazio e noi non capiamo nulla delle relazioni internazionali fino a che ci limitiamo a chiederci come è distribuito il potere o quali sono i principi di legittimità ” [26] . Secondo Alessandro Colombo noi, “ ci dobbiamo chiedere concretamente dove sono le relazioni internazionali, dove si svolgono, dove si svolgono di più e dove si svolgono di meno, dove si svolgono le cose fondamentali e dove svolgendosi le cose meno fondamentali possiamo parlare di spazi periferici ” [27] . Il suo intervento continua indicando quando le relazioni internazionali avuto maggiormente significato in quanto sistema di redistribuzione dello spazio piuttosto che sistema di redistribuzione del potere: e cioè nel...

GEOPOLITICA DELLA PACE: IN – OLTRE IL CONFINE

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Sofsky, il sociologo dell’università di Gottinga, autore di un noto e autorevole saggio sulla violenza,Wolfgang Sofsky, sosteneva che, in generale, non c’è una ragione che ci permetta di capire la violenza: perchè, come diceva, la violenza non ha ragione: “ la violenza assoluta non ha bisogno di alcuna giustificazione. Non sarebbe assoluta, se fosse vincolata motivi; mira solo al suo perseguimento e all’incremento di se stessa. Conserva una direzione, tuttavia non è soggiogata ad alcuno scopo che le imponga un fine. Ha gettato la zavorra dello scopo e ha sottomesso a sé la razionalità. Non obedisce più alle leggi della produzione, della poiesis. È pura praxis: violenza per la violenza. Non vuole raggiungere nulla. Ciò che conta è l’azione stessa. Nella misura in cui la violenza si libera da qualsiasi considerazione ediviene completamente se stessa, si trasforma in crudeltà. ” [1] Purtroppo e per fortuna non è così la guerra. Purtroppo e per fortuna c’è una ragione, c’è una giustificaz...