IL PREZIOSO FANTASMA DI NORBERTO BOBBIO

 



Alessandro CECI

Questa notte, mentre dormivo, mi è apparso in sonno Norberto Bobbio, di cui sono sempre stato un attento e reverente lettore. Credevo fosse un incubo ma poi il fantasma etereo del filosofo del diritto e della politica mi ha ricordato un brano da lui scritto, ricordando Leone Ginzburg, nel lontano aprile del 1969 su "Resistenza", il giornale dell'Associazione degli ex partigiani di "Giustizia e Libertà".

Una volta sveglio ho recuperato il testo, che riporto integralmente di seguito:

"Oggi sappiamo che la libertà si può usare per il bene e per il male. Si può usare non per educare ma per corrompere, non per accrescere il proprio patrimonio ideale ma per dilapidarlo, non per rendere gli uomini più saggi e nobili, ma per renderli più ignoranti e volgari. La libertà si può anche sprecare. Si può sprecarla sino al punto di farla apparire inutile, un bene non necessario, anzi dannoso. E a furia di sprecarla, un giorno o l'altro (vicino? lontano?) la perderemo. Ce la toglieranno. Non sappiamo ancora chi: se coloro che abbiamo lasciato prosperare alla nostra destra o coloro che stanno crescendo impetuosamente alla nostra sinistra. Abbiamo comunque il sospetto, alimentato da una continua severa lezione durata mezzo secolo, che la differenza non sarà molto grande."

A conclusione della seconda edizione del libro "Profilo Ideologico del Novecento Italiano", pubblicato nel 1986 per le edizioni Einaudi, Bobbio si contesta con una affermazione decisa: "La mia previsione non si è avverata" e dichiara di averne "fatto ammenda più volte".

Questa affermazione decisa è in ogni caso decisiva e ha sbagliato Bobbio a farne ammenda più volte.

Bobbio ha sbagliato soltanto i tempi. 

Sul lungo periodo, la sua previsione si è perfettamente avverata. Il processo di degenerazione del concetto di libertà necessario per incrementare il proprio patrimonio ideale e rendere gli uomini più ignoranti e volgari è cominciato nel 1994 ed è tutt'ora in corso. 
I cittadini sono stati trasformati in utenti. 
Noi abbiamo sprecato la nostra libertà e, davanti alla omologazione mediatica, ci appare addirittura inutile. E infine, perfino in termini elettorali, stiamo perdendo la nostra libertà e, per nostra incuria, ce la stanno togliendo.

Oggi sappiamo che Bobbio non sbagliava e noi abbiamo imparato che i concetti assoluti sono pericolosi: la libertà e la giustizia possono essere usate sia per il bene che per il male.

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