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CONTINUIAMO A BACIARE LE PENTOLE - interpretazione di stupidaggini non interpretabili

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Chi mi conosce sa che non giudico mai un comportamento, una dichiarazione un atto o un fatto politico sulla base dello schieramento di appartenenza. Anche io naturalmente mi caratterizzo per una labile ed incostante partecipazione ad uno schieramento prevalente. Tuttavia non è in base a questo pregiudizio che, avendo dedicato la mia vita di studio alla epistemologia e alle scienze sociali (politiche in particolare), oriento le mie considerazioni e, talvolta, i miei giudizi. Per questo motivo mi sono finora astenuto da esprimere una considerazione su questo nuovo Governo. Intanto perché non è giudicabile, se non sulla base dei comportamenti pervicacemente indirizzati alla sua stessa formazione, con la solita scusa della Responsabile Nazionale. Questi riti sciocchi e l’anomalia di collaborazione elettoralmente negata e dunque non votata, non è però attribuibile a loro, ma a quei geni politici che hanno elaborato una legge elettorale, confusa, ridicola e drammatica, che non è stat...

10- LA RELAZIONE DI CURA MEDICO PAZIENTE: indice

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E quindi perché questo testo? Perché i tempi sono maturi per tentare di rifondare la relazione di cura medico-paziente con una riflessione riaggiornata e approfondita di ciò che ancora occorre sapere e integrare, dopo che tanti ne hanno pur parlato. In particolare del reale contributo che possono offrire le discipline psicologiche nel modulare quella relazione, sempre più minacciata dalla crisi della professione medica e dall’eccessiva autoreferenzialità delle conoscenze dei pazienti, acquisite attraverso canali di comunicazione mass mediatici, verso un fine comune tra le ‘parti’. Questo fine non equivarrà per tutti alla guarigione, e nemmeno allo ‘stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità’ come auspica l’OMS, ma sarà per tutti identifIcabile nell’accompagnamento reciproco verso possibili guarigioni, stati di benessere, o un dignitoso fine vita.’

DI MAIO SALVA IL PD

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Se non ci fosse stato, Di Maio, il Partito Democratico avrebbe dovuto inventarlo. Di Maio ha utilizzato tutti i modi possibili e immaginabili per salvare un partito ormai avvitato nella noiosa, autoreferenziale pratica del conteggio dei pesi delle correnti, delle loro integrazioni e delle loro riduzioni; un partito ormai incastrato in un loop autodistruttivo totale, improvvisamente ritrova uno spazio politico e, più ancora, una ragione. Avendo spostato decisamente a destra il M5S, non solo per il proprio posizionamento, quanto per le politiche indicate nel “contratto”, lascia una prateria libera a sinistra, al PD, non solo per le politiche indicate nel “contratto”, ma anche semplicemente per il suo posizionamento a sinistra. Inoltre, per inseguire la destra la lega con armi e bagagli, Di Maio ha reso insignificante la spaccatura del PD verso Forza Italia. Un partito che era sul punto di essere frantumato tra chi voleva seguire il capo e chi i civici locali, ora ritrova una ...

IL REGIME DELLA SOFFOCANTE PARTITOCRAZIA

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Ho aspettato qualche ora prima di esprimere un giudizio sulla crisi politica e istituzionale che ha travolto, improvvisamente l’Italia. Mattarella esercita le sue prerogative ex art.92 della Costituzione e Di Maio, sentendosi defraudato di un suo diritto, minaccia la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica, ex art.90 della medesima Costituzione, trasformando una crisi politica in crisi istituzionale. Leggo che i giudizi sono corrispondenti agli schieramenti politici, che presto si trasformano in reciproche accuse, prive di valutazioni pacate e travolti dalla logica di appartenenza ad un partito, a un capo. Lontano da casa, mi sembra di essere lontano anche da questi pregiudizi di appartenenza e cerco una ragione critica che mi faccia capire bene la situazione determinatasi e i suoi possibili pericolosi sbocchi. La prima impressione è che, sul piano politico, abbiano sbagliato tutti: il Presidente Mattarella che rischia di trasformare in vittime espropriat...

HAVE CONTRO HAVE-NOT

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In Italia, e forse nell’Occidente  intero , è in corso, latente, sotterraneo, trasversale, uno scontro molto più violento e molto più devastante di tutti quelli a cui abbiamo assistito finora. È uno scontro apparentemente gestibile perché poco evidente, che spesso si esprime nelle forme della criminalità individuale o dell’abbandono, della distruttività aggressivi della violenza bullistica o della distruttività regressiva dei ritirati sociali. Apparentemente, però. È un nuovo fantasma che gira tra noi, trasparente, etereo ma altrettanto devastante, perché non toglie proprietà, soldi o ricchezza, ma toglie chance, toglie possibilità, toglie vita. È un fantasma che non si può solidificare in una classe o in un gruppo di pressione, ma proprio per questo molto più destabilizzante ed escludente; perché quando si solidifica in un gruppo di pressione e raggiunge il suo obiettivo politico lo fa inevitabilmente a scapito di altri, che restano soli, non solo alienati, ma abbandonati....

UNO SBOCCO POLITICO C'E' SEMPRE. PURTROPPO!

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Sembra a tutti (ed anche a me) che Renzi, costantemente e pervicacemente, abbia condotto l’Italia - con un governo (se non imposto) indotto, con un referendum rifiutato, con una legge elettorale bocciata e un imposta, con il rifiuto dell’offesa e con il livore della tacita vendetta - in una situazione senza sbocco politico. Sembra. Nella realtà, invece, in politica uno sbocco, per quanto preoccupante, c’è sempre. Purtroppo. La fine, banale, era evidente già dall’inizio, quando Veltroni giudicava come un comportamento di sana cattiveria quello che invece era il tentativo di una malsana autocrazia. Non lo ha visto solo chi non lo ha voluto vedere. Ma chi non lo ha voluto vedere è più responsabile di chi lo ha prodotto. I silenti, gli acquiescenti, addirittura i conniventi sono i veri responsabili di un atteggiamento bullistico per il quale, se non vinco io è meglio che perdano tutti. In ogni caso ciascuno è artefice del suo destino. Faccia dunque il PD ciò che crede di se s...

LA VIOLENZA DI GENERE - CONVEGNO

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