GEOPOLITICA DELLA PACE: effetti post-referendari


Credo avesse ragione Norberto Bobbio.

Fino a qualche anno fa e in gran parte ancora oggi, noi abbiamo pensato che questa restrizione o addirittura riduzione della democrazia in corso in molti paesi sotto influenza MAGA (USA, Russia, Italia, Ungheria, Austria...) rappresentasse il sorgere di un nuovo sistema politico denominato AUTOCRAZIA (vedi APPLEBAUM A, Autocrazie, Mondadori, Milano 2024).

Norberto Bobbio, invece, che vedeva emergere questo trend alla fine della sua vita, considerò la riduzione della democrazia una conseguenza di un regime denominato già abbondantemente in letteratura scientifica come DISPOTISMO.

Effettivamente le democrazia possono finire o con un atto rivoluzionario, denominato "golpe", che induce alla tirannide o al totalitarismo; o con un lento processo autogiustificativo di restrizione, appunto denominato "dispotismo".

Le caratteristiche strutturali, tipiche e ricorrenti, del dispotismo sono:

  • Potere assoluto: cioè concentrato in un despota e del suo entourage, sebbene alla fine la decisione sia demandata al capo che la prende senza dover rendere conto a nessuno (caso dimissione-ministri nel governo Meloni, in cui la Santarche' ha evidenziato come la decisione fosse solo del capo); 
  • Riduzione costante e continuata della separazione dei poteri: talvolta giustificata da una vittotia elettorale che induce a credere che non esistano controlli indipendenti (come parlamento o magistratura autonoma);
  • Limitazione delle libertà: i diritti dei cittadini possono essere ridotti o ignorati sia con vari decreti attribuiti alla sicurezza, sia con polizie specializzate, sia con il controllo della comunicazione pubblica finalizzata alla esultanza o addirittura alla esaltazione del leader; 
  • Governo autoritario: spesso mantenuto tramite forza o paura o che si esprime, in modo più sofisticato oggi, con la discrezionalità delle regole o dei comportamenti (come ad esempio, bloccare un treno alle proprie esigenze, ricevere,  con tutti gli onori, uno o più criminali riconosciuti e condannati, intervenire sulle sentenze della magistratura...).
Non è difficile riscontrare questi elementi dispotici, con diversi livelli di riduzione della democrazia, in alcuni governi attivi, dalla Russia di Putin agli USA di Trump, dalla Italia della Meloni all'Ungheria di Orban.

In questi anni, l'Europa ha saputo resistere, anche se con difficoltà, alla pressione di questo dispotismo risorgente e resta oggi, contro i pazzi guerrafondai che infiammano il mondo, un baluardo di pace e democrazia, che, in genere, si articolano assieme.

In Italia, il risultato del referendum ha frenato la spinta dispotica e la sua pressione suprematista. 

Per ora. 

La presenza del premier in parlamento segnala una nuova tendenza? O troveranno un nuovo modo per rafforzare i connotati dispotici e ridurre ulteriormente la democrazia?

Ricongiungersi alle democrazie europee dopo aver glorificato il dispotico Trump potrebbe essere una strada soft per recuperare.

Anche perché il dispotismo è sempre l'espressione di una profonda debolezza.

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