GEOPOLITICA DEI PAZZI
Sento continuamente, politici ed analisti, lamentarsi della insignificanza dell'Europa, in questa epoca turbolenta di redifinizione dei criteri di legittimazione nel network delle relazioni internazionali.
Non so.
Credo che l'Europa sia una superpotenza unica e che gli europei non lo sanno. Bauman sosteneva che la società più giusta è quella che crede di essere ingiusta.
Sarà così anche per l'Europa?
Forse la sua potenza risiede nella percezione di essere impotente?
Questa l'impressione, in fondo, è anche una speranza.
Intanto:
1 - Nonostante gli svariati e altisonanti incontri tra leader supremi, il micro conflitto (per quanto doloroso) ucraino non è stato risolto proprio perché e solo perché l'Europa non è stata coinvolta. L'Ucraina, comunque vada, nel 2027 dovrebbe entrare in Europa. Se accadrà alla fine, la Grande Russia si è logorata per avere due regioni, cioè qualche scampolo di territorio e l'Europa, senza troppo soffrire, si estenderà ad una nuova nazione.
2 - tutti i continenti sono in guerra e travolti dal drammatico tentativo di affermare la supremazia del più forte. È in guerra il continente arabo-mussulmano, l'America, la Russia, l'India contro il Pakistan, il sud-america post golpe venezuelano, la Cina non è in guerra ma non può essere annoverata nelle democrazie. L' unico continente in cui si vive in pace, sebbene con qualche ristrettezza causata dalla guerra degli altri, è l'Europa.
3 - l'Europa è l'unico continente al mondo dove esiste ancora, per quanto ridotto e parzialmente smantellato, il welfare state. Costoso? Forse; ma anche produttore di quella propensione al consumo indispensabile per garantire lo sviluppo. In ogni caso, è l'unico posto al mondo dove, se uno si ammala, c'è un sistema gratuito di salvaguardia e protezione: nessuno muore per strada perché la sua carta di credito è poco capiente.
4- l'Europa è l'unica esperienza nella intera storia dell'umanità, per cui un soggetto politico ha raddoppiato il suo territorio e la sua popolazione senza guerre, come si dice, senza colpo ferire, sulla base del consenso dei partecipanti e della insuperabile potenza dell'Eurozone, cioè della sua moneta. Tutto questo più o meno in cinquant'anni che, sul piano storico non sono molti.
5 - Nessuno minaccia o attacca l'Europa perché è il più importante partner commerciale glocale, centrale nella connettività economica globale. Una destabilizzazione dell'Europa sarebbe un danno pesante per tutti, molto più della destabilizzazione dei paesi produttori di petrolio.
E allora?
Che cosa dovrebbe fare l'Europa?
Costituire un proprio esercito per mostrare i suoi muscoli fisici e militari al mondo?
Entrare nelle guerre cheper fortuna, ha sempre rifiutato nella sua stessa costruzione?
Dotarsi di un sistema decisionale maggioritario che debelli il vincolo ricattatorio dell'umanità quando, per farlo, occorre l'unanimità e qualcuno (Italia in primis) esercita il suo vincolo ricattatorio?
Strutturarsi come un vecchio Stato novecentesco, passare dal network al sistema, tornare indietro per essere come gli altri quando gli altri non vogliono più essere come sono e non sanno come diventare?
Che cosa deve fare l'Europa, costituirsi come gli Stati Uniti quando gli Stati non sono più nemmeno Uniti?
Naturalmente, ciascuno può sempre migliorare la propria condizione e la politica è l'unico modo per farlo, ma questa denigrazione melanconica dell'Europa è totalmente ingiustificata, direi una follia in un mondo che esplode ovunque, quando da noi si può ancora passeggiare sotto il sole.
Insomma, è una pazzia. Non si tratta, infatti, di un'analisi geopolitica fondata, ma del protagonismo televisivo annoiato quotidiano di chi non fa altro che enfatizzare le venuzze di un dito e non vede la luna e le stelle.
Appunto, solo i pazzi vorrebbero essere come erano, in un mondo che esplode proprio perché rifiuta di essere come era.
Lo diceva Einstein: una delle dimostrazioni più emblematiche della pazzia è continuare a fare (in questo caso a dire) sempre le stesse cose sperando che le cose cambino.
Per fortuna che i politici non ascoltano gli analisti e tanto meno i giornalisti.
I pazzi non sanno pensare niente oltre la propria esperienza diretta, pratica, empirica. Non sanno affrancarsi dal concreto.
D'altronde, è per questo che sono pazzi!
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