GEOPOLITICA DELLA PACE: Premessa


Scrive Roberta De Monticelli: «Era come se fosse ormai sdoganato, nel linguaggio innanzitutto e poi negli atti, tutto ciò che viene prima dell’assetto civile delle società umane, che appartiene al loro strato più arcaico e tribale, anche se si scatena con la potenza di fuoco moderna e le bombe da una tonnellata, senza tregua né scampo per migliaia e migliaia di civili, donne, bambini, ogni giorno e ogni notte[1]

Forse dobbiamo cambiare punto di vista.

Non c’è, nel nostro inconscio collettivo, uno «strato più arcaico e tribale» che deve essere «sdoganato» perché in qualche modo soffocato dall’«assetto civile delle società umane». Niente «viene prima» delle comunità. L’uomo solo, nella condizione descritta da Hobbes dell’homo homini lupus, non è mai esistito. E questo è peggio, 
molto peggio; perché la violenza così concepita, la violenza politica è innaturale, definitivamente inumana.

Quindi, questa assenza dell’arcaico tribale in noi, ci attribuisce una maggiore responsabilità e una maggiore colpa. Se ci fosse un deficit psicanalitico che ci fa regredire ad una condizione triviale di incapacità del controllo emozionale, un’esplosione incontrollata di elementi occultati dalle pratiche quotidiane del vivere nella civiltà, noi avremmo ancora una giustificazione alla ingiustizia prodotta. Ma questa giustificazione non c’è e, dunque, la responsabilità è interamente nostra.



NOTE

[1] DE MONTICELLI R., Umanità violata. La Palestina e l’inferno della ragione, Laterza, Bari 2024, 7

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