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Visualizzazione dei post da aprile, 2026
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Secondo Alessandro Colombo il « declino dell’ordine internazionale post-novecentesco », ciò che io chiamo avvento delle Piattaforme Continentali di Nazionalità, si evince da 4 indicatori inequivocabili:           1. La crisi della egemonia politica, economica e culturale degli USA;           2. La crisi del tessuto multilaterale e istituzionale della convivenza internazionale;           3. La crisi della globalizzazione; 4. La crisi dell’area di consenso della comunità internazionale (delegittimazione e produzione di modelli alternativi). In conseguenza al declino dell’ordine internazionale avviene « la sfida sempre più aperta delle potenze emergenti (Cina in primis) a ciò che resta dell’ordine egemonico precedente ». Pertanto, oggi assistiamo, come mostra la parata militare cinese, alla « ricaduta di questa sfida sullo spazio politico internazionale, attraverso il tentativo da ...

GEOPOLITICA DELLA PACE: implicazioni dispotiche

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Qualcuno sostiene che il fascismo è morto e finito. Lo dicono principalmente i fascisti, che naturalmente tentano di nascondersi o i benpensanti che hanno le loro stesse idee ma che temono di essere classificati con gli sconfitti dalla storia e dalla ragione umana. In realtà ciò che veramente è scomparso è il comunismo, che non c’è più nei fatti e nella mente dei cittadini del mondo. È scomparso il comunismo e più ancora è scomparso il mito della rivoluzione palingenetica della società. Michel Foucault lo aveva capito già nel 1978: « Forse stiamo vivendo la conclusione di un periodo storico che, a partire dal 1789-1793, almeno in Occidente, è stato dominato dal monopolio della rivoluzione, con tutte le sue implicazioni dispotiche; senza, tuttavia, che la scomparsa del monopolio della rivoluzione significhi una rivalutazione del riformismo. Le lotte di cui ho parlato, infatti, non si caratterizzano affatto come riformiste, poiché il riformismo si propone di fondare un sistema di potere ...

GEOPOLITICA DELLA PACE: il pregiudizio al potere

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Questa mattina, al solito stupefatto risveglio, pensavo che ciò che è davvero scomparso nel mondo è la dimensione internazionale, quella che ultimamente veniva percepita come globalizzazione, sostituita dalla esaltazione folle della propria autoaffermazione. Le guerre che stiamo drammaticamente vivendo sono ancora guerre nazionaliste, sono una orribile estremizzazione dell'autoaffermazione di sé che domina in realtà in quasi tutti i paesi. Prima gli italiani, prima gli americani, prima i francesi, perfino prima gli austriaci o gli ungheresi. Assistiamo muti e, per certi versi impotenti, alle diverse forme di autoesaltazione, alla riproposizione della città chiusa del nazionalismo bieco contro la città aperta della politica planetaria. Non mi stupisce il comico paradosso del "prima", cioè che se tutti devono arrivare prima, chi è che deve arrivare dopo? Dunque, se tutti devono arrivare "prima", "prima" non arriva nessuno. La cosa è stupida in sé e quind...