La pietra che sono io sulla pietra L’orma e l’ombra di Carl Gustav Jung Rende 2019 Premessa Carl Gustav Jung si sentiva una pietra. Non una pietra qualsiasi, ma proprio quella pietra del suo giardino particolarmente grande da sembrare un masso. Era una pietra sporgente, su cui ci si poteva sedere, per affrontare comodi se stessi. Racconta che dopo essersi accomodati sul sasso “ cominciava allora un gioco fantastico pressappoco di questo genere: “sono io quello che è seduto sulla pietra o io sono la pietra sulla quale egli siede? ” Che cosa significa per Carl Gustav Jung sentirsi una pietra? Il suo amico, maestro e nemico Sigmund Freud aveva indagato la psiche con la logica. Lui invece sapeva, inizialmente soltanto intuiva, che c’erano elementi irrazionali nei pensieri reconditi e nelle immagini ricorrenti ed emergenti all’improvviso. Quella pietra, così fredda e scomoda, forse inopportuna, sarebbe diventata, nello sviluppo del suo pensiero scientifico, un presupposto arch...
Il Governo italiano ha fatto la cosa più distante dal cristianesimo che si possa mai fare: si è indignato e ha convocato l'ambasciatore israeliano per aver ostruito una cerimonia religiosa, ma non si è mai indignato e mai richiamato l'ambasciatore per 70.000 morti assassinati. Ma che siamo diventati? Partecipiamo plaudenti alla costituzione di una società che vuole realizzare un Resort sui cadaveri e sul sangue, sfruttando il servizio di sterminio realizzato da killer funzionali, e protestiamo offesi per una cerimonia mancata? Indifferenti ai morti e indignati per i riti. Questa idolatria è la più devastante, fideistica espressione, non banale, ma quotidiana, o peggio ancora normale del male assoluto. Quanta disumanizzazione, tacita, silente, colpevole c'è in questa ipocrisia dettata dalla convenienza elettorale e/o dalla convinzione ideologica? Nessun partito lo ha denunciato, nessuno ha protestato. " È così che vi appartiene questo mondo: fatti fratelli nelle oppo...
Alessandro Ceci Il 21 aprile 2026, in una intervista del Giornare Radio del mio amico, il mitico Daniele Biacchesi, ho sostenuto che Trump ha aperto, non solo con l'attacco a l'Iran, ma direi con tutta la sua presidenza, le porte dell'inferno. In che senso? Daniele Biacchesi ha capito al volo e ha proseguito con una domanda sul nucleare. L'exemplum è questo: …se, tornando a casa, una sera, stanchi dalla confusa presenza del giorno o dal passare del tempo e degli anni trascorsi dentro entusiasmi spenti, uno dei vostri figli, ignaro del racconto e del rimpianto, magari il figlio più impunito e dispettoso, all’ora di cena, tra una portata tiepida e la paura di affondare, rompe un piatto e voi, braccati dalla sconfitta, con cortesia e delicatezza gli spiegate che non si deve fare e lo sostituite, perchè vi attanaglia il ricordo di guerre infinite per scherzi puerili, e lui ne rompe un altro, e voi, con cortesia e senza delicatezza, lo sostituite e lui lo rompe ancora...
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