La pietra che sono io sulla pietra L’orma e l’ombra di Carl Gustav Jung Rende 2019 Premessa Carl Gustav Jung si sentiva una pietra. Non una pietra qualsiasi, ma proprio quella pietra del suo giardino particolarmente grande da sembrare un masso. Era una pietra sporgente, su cui ci si poteva sedere, per affrontare comodi se stessi. Racconta che dopo essersi accomodati sul sasso “ cominciava allora un gioco fantastico pressappoco di questo genere: “sono io quello che è seduto sulla pietra o io sono la pietra sulla quale egli siede? ” Che cosa significa per Carl Gustav Jung sentirsi una pietra? Il suo amico, maestro e nemico Sigmund Freud aveva indagato la psiche con la logica. Lui invece sapeva, inizialmente soltanto intuiva, che c’erano elementi irrazionali nei pensieri reconditi e nelle immagini ricorrenti ed emergenti all’improvviso. Quella pietra, così fredda e scomoda, forse inopportuna, sarebbe diventata, nello sviluppo del suo pensiero scientifico, un presupposto arch...
Il Governo italiano ha fatto la cosa più distante dal cristianesimo che si possa mai fare: si è indignato e ha convocato l'ambasciatore israeliano per aver ostruito una cerimonia religiosa, ma non si è mai indignato e mai richiamato l'ambasciatore per 70.000 morti assassinati. Ma che siamo diventati? Partecipiamo plaudenti alla costituzione di una società che vuole realizzare un Resort sui cadaveri e sul sangue, sfruttando il servizio di sterminio realizzato da killer funzionali, e protestiamo offesi per una cerimonia mancata? Indifferenti ai morti e indignati per i riti. Questa idolatria è la più devastante, fideistica espressione, non banale, ma quotidiana, o peggio ancora normale del male assoluto. Quanta disumanizzazione, tacita, silente, colpevole c'è in questa ipocrisia dettata dalla convenienza elettorale e/o dalla convinzione ideologica? Nessun partito lo ha denunciato, nessuno ha protestato. " È così che vi appartiene questo mondo: fatti fratelli nelle oppo...
Sento continuamente, politici ed analisti, lamentarsi della insignificanza dell'Europa, in questa epoca turbolenta di redifinizione dei criteri di legittimazione nel network delle relazioni internazionali. Non so. Credo che l'Europa sia una superpotenza unica e che gli europei non lo sanno. Bauman sosteneva che la società più giusta è quella che crede di essere ingiusta. Sarà così anche per l'Europa? Forse la sua potenza risiede nella percezione di essere impotente? Questa l'impressione, in fondo, è anche una speranza. Intanto: 1 - Nonostante gli svariati e altisonanti incontri tra leader supremi, il micro conflitto (per quanto doloroso) ucraino non è stato risolto proprio perché e solo perché l'Europa non è stata coinvolta. L'Ucraina, comunque vada, nel 2027 dovrebbe entrare in Europa. Se accadrà alla fine, la Grande Russia si è logorata per avere due regioni, cioè qualche scampolo di territorio e l'Europa, senza troppo soffrire, si estenderà ad una nuo...
Commenti
Posta un commento